Skip to main content

Imparariamo a non“gettare la spugna” grazie alla virtù della Pazienza

Categoria: Educare
educhiamo_pazienza_bambini

Se la pazienza è una virtù, come possiamo sperare di possederla e saperla utilizzare? Innanzi tutto una virtù è “virtualmente” , lo dicono i termini stessi, in tutti gli esseri umani; anche chi ha un carattere tendenzialmente impaziente può cercare e accrescere in sé quella virtù desiderata.

Certo chi viene educato, fin dall’infanzia, al valore della pazienza e si esercita, per necessità a volte, ad averne nelle situazioni quotidiane riesce a consolidarla e saperla riutilizzare in circostanze di vita anche difficili. In questo senso può essere utile indicare ai giovani l’esempio mirabile, apparentemente incredibile, di persone che riescono a superare problemi di salute, di vecchiaia, di bisogno con una forte pazienza. Non è rassegnazione bensì accettazione delle loro condizioni: chi ha pazienza non si compiange, anzi ha risorse sufficienti per dimostrare a sé e agli altri come si possa accettare il destino, la sorte a volte avversa, con umiltà e serenità.
Proprio così appaiono le persone pazienti: non rassegnate e spente bensì umili e serene. I malati, i nonni, alcuni disabili sono un esempio concreto che andrebbe valorizzato agli occhi dei nostri figli; nei loro sguardi potrebbe accaderci di vedere brillare l’ammirazione, invece che l’indifferenza e la compassione usuali, per chi ha davvero pazienza! Solo chi ammira tende poi ad emulare.

La pazienza a volte “scappa”, diciamo comunemente; quanto è umana questa sensazione di difficoltà nel mantenere la calma, la serenità e l’umiltà in certe circostanze stressanti, con alcune persone davvero provocanti!
Credo che sia umile colui che ammette di avere una riserva limitata di pazienza a sua disposizione. Ciò significa avere anche pazienza con se stessi e non rassegnarsi, bensì, consapevoli del valore della pazienza, ricostruire in noi la volontà e l’impegno per cercare di trattare gli altri con rispetto, affetto e bontà proprio perché non risentano della nostra temporanea carenza di pazienza nei loro confronti. Non si tratta di fingere ma di darsi il tempo per ricaricarci dell’energia necessaria per ricominciare.

Quando un genitore è stanco, preoccupato, rattristato, anche per motivazioni esterne alla vita familiare, non riesce a mantenere sempre un adeguato equilibrio nelle relazioni con coniuge o figli. Sente che la sua casa è l’unico ambiente in cui può sfogarsi ed essere se stesso così rischia di approfittare della famiglia dimostrando un livello di pazienza pari a 0, proprio con chi non c’entra e anzi gli vuole bene, ha bisogno di lui, cala nell’impegno di pazientare (di ascoltare, capire, accettare i piccoli problemi o difetti dei propri cari). Lì dovrebbe invece iniziare un atteggiamento di compensazione delle sue difficoltà: il motivo di stress e stanchezza non è un alibi per giustificare la pazienza che scappa ( e le conseguenze comportamentali di urla, offese, sberle, musi lunghi..). La pazienza è davvero un dono, una virtù se sa subentrare proprio in quei momenti difficili: è una risorsa che permette di confermare a se stessi quel che si vale, nonostante lo stress e la stanchezza, riuscendo a dare di sé la parte migliore (con quel po’ di sofferenza implicito nel patire, pazientare).

Riesce ad avere pazienza chi la sa usare nel momento in cui questa cerca di sfuggirci; lì c’è merito nel trattare con gli altri, non in caso tutto vada per il meglio!
Se la pazienza viene spesso a mancare occorre chiedersi se si sta facendo qualcosa per accrescere in sé questa dote, si è in un periodo particolarmente difficile ma transitorio o se, e purtroppo capita in molti educatori, si è ormai “gettata la spugna”. In quest’ultimo caso si rischia di degenerare perché il livello di sopportazione, la capacità di reazione positiva davanti alle difficoltà, la voglia di riprovare a risolvere i problemi sono strettamente connessi alla pazienza. Chi si convince che non valga più la pena di aspettare e pazientare, a poco a poco, sentirà crescere un malessere interiore dovuto all’impotenza nell’affrontare le cose. Dirà a se stesso che non vale la pena di impegnarsi e smetterà anche di chiedere a se stesso quel minimo di impegno, di forza di volontà necessari per continuare una vita serena e sensata. Ecco perché educare alla speranza può ritenersi anche un modo per prevenire la tristezza, la depressione, la rassegnazione, l’apatia.

Davvero siamo anche poco abituati a notarla e apprezzarla negli altri, a differenza di altre qualità più evidenti e riconosciute. Forse è per questo motivo che dovremmo riscoprire i gesti, le parole, gli atteggiamenti di pazienza, anche quotidiana, degli altri nei nostri confronti: la sensazione di benessere che ci hanno procurato accettando i nostri difetti, i nostri comportamenti, i nostri discorsi può diventare lo stimolo per un approccio più umile, riconoscente, sereno verso tutti. In poche parole e con tanto senso di affetto sapremmo essere, o tornare ad essere , fonte di accoglienza paziente per chi ci circonda.

“La pazienza è la più eroica delle virtù
giusto perché non ha nessuna
apparenza di eroico”
- Leopardi-

Dott.sa Lucia Todaro

 

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Quando i bambini “non sono mai contenti" educhiamoli alla pazienza

Educare al riposo per ricaricare le energie

Educare al silenzio per cercare di “abbassare il volume” della vita chiassosa in cui vivono i bambini

 

 

 


Seguici su

Articoli correlati

dad e adolescenti

DAD e Adolescenti: il rischio di un'adolescenza vissuta a metà

Con la DAD viene meno una parte importante importante di socialità per gli adolescenti e il grave rischio che si correre è quello di vivere un'adolescenza vissuta a metà. Vediamo insieme tutti gli aspetti legati a questo tema e capiamo perchè i ragazzi chiedono con forza di poter restare a scuola in presenza!

collaborare_casa

Insegnare ai figli come collaborare nella vita famigliare...che fatica!

La dott.sa Lucia Todaro, psicopedagogista e consulente di formazione, ci spiega attraverso un video come insegnare ai figli a collaborare nella vita domestica e famigliare. I bambini e ragazzi sono solitamente oppositivi nell'assumersi piccoli doveri e responsabilità, vediamo quindi come fare per cambiare questo approccio!

Proposte formative psicopedagogiche

Proposte formative psicopedagogiche per genitori di bambini e ragazzi

Vi presentiamo le proposte formative per genitori con figli sia nella fascia 0-10 anni che 11 - 18 anni tenuti dalla psicopedagogista e consulente di formazione Dott.sa Lucia Todaro presso lo studio Studio Artesani a Cesano Maderno.
scelta_bambini_decisioni

Come scegliere con autonomia, competenza e responsabilità?

Come aiutare i nostri bambini, i nostri ragazzi a saper scegliere e voler scegliere con autonomia, competenza e responsabilità? Dopo le riflessioni teoriche sull’argomento della scelta e del problem solving come tecnica efficace di ragionamento, proviamo ora a suggerire, e sperimentare, alcune modalità tese ad educare alla scelta.

educare_scegliere-bambini

Educare a scegliere con mente e cuore

Tutti desiderano essere liberi di scegliere. Il bambino più “docile” arriva sempre ad una fase definita “del no” in cui pare rivendicare il suo diritto ad opporsi alle scelte fatte per lui dal genitore. L’adolescente sente fortemente l’urgenza di acquistare autonomia grazie alla possibilità di contrastare le scelte che per lui farebbero, a volte molto volentieri, i genitori e gli educatori.

bugie_bambini_educazione

Perchè i bambini dicono le bugie? Educhiamoli alla sincerità

L’essere umano ama la verità, la persegue, la ritiene un valore.  Ammiriamo chi dice ciò che pensa, chi è coerente con i propri principi, chi affronta con onestà anche le verità più scomode, chi è autentico nel suo agire e parlare. Amiamo chi è vero, chi è schietto, chi ci da affidabilità .