Tik Tok è pericoloso per i bambini?...Facile vedere solo Tik Tok come il male
Tik Tok è pericoloso per i bambini? Quali sono i veri rischi se lasciamo che lo utilizzino? Oggi, Tik Tok è “il male” e possiamo immaginare che sarà così ancora per qualche tempo, almeno fino a quando l’eco della disgraziatissima vicenda della bambina morta, verosimilmente, per una sfida su Tik Tok non si sarà spento. Tik

E quindi, il Garante della Privacy, che pure apprezziamo e che svolge un lavoro egregio, ha disposto il blocco per gli account del social “per i quali non sia stata accertata con sicurezza l'età anagrafica”. Proprio ora. Proprio in questo momento, quando da anni anche i sassi sanno che Tik Tok è, al momento, considerato il social network dei bambini , pullula letteralmente di profili di bambini e bambine che hanno tra i sette e i dieci anni. Ripeto: tra i sette i dieci anni.
La domanda, quindi, è: Tik Tok è il male? Tik Tok è pericoloso per i bambini?
Chi mi conosce sa bene che non amo Tik Tok, non ne riesco a comprendere il linguaggio (con ogni probabilità per questioni anagrafiche), le modalità di fruizione rapidissime mi confondono più che attrarmi e poi, cosa non da poco, non sembra avere attenzione per la privacy degli utenti (ma, siamo sinceri, possiamo essere davvero certi che altri l’abbiano?). Sì negli ultimi tempi le cose sono un po’ migliorate e poi noi in Europa siamo tutelati (o dovremmo esserlo) dal GDPR…
Però funziona, e funziona alla grande. Bisogna riconoscere ai creatori di aver dato vita a una macchina perfetta: niente fronzoli, niente timeline, niente testi da scorrere. Si va dritti al punto, un paio di swipe per decidere cosa ci piaccia e cosa no e un sistema di profilazione tra i più efficaci e implacabili sul mercato.
Ancora: Tik Tok è il male? No, è uno strumento, con lati positivi ed elementi oscuri, ma è uno strumento di certo non adatto a una fruizione autonoma da parte dei bambini.
Quindi proviamo a porci una domanda diversa: come mai Tik Tok finisce sui telefoni di molti bambini tra i sette e i dieci anni?
E verrebbe da domandarsi anche perché così tanti bambini tra i sette e i dieci anni un telefono ce l’abbiano, ma questo è un altro discorso…
Le risposte possono essere tante: probabilmente i genitori non sanno neppure cosa sia Tik Tok, o forse lo considerano semplicemente innocuo anche se così non è, in alcuni casi potrebbero non avere la minima idea di cosa i bambini installino sul proprio smartphone…
In un recentissimo webinar sui rischi della Rete che ho tenuto a un gruppo di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni ho chiesto ai partecipanti:
“Ma voi parlate ai vostri genitori di quello che vi piace fare online? Delle app che usate, dei videogiochi che vi appassionano, dei social che vi interessano di più e del perché…”
La risposta nella maggior parte dei casi è stata:
“Ci provo, ma mi dicono che non gli interessa e che invece di pensare ai videogiochi o ai social devo pensare a studiare, a leggere o a stare nel mondo reale”
Ebbene cari genitori, una notizia che forse vi sconvolgerà: l’Universo digitale è “reale” tanto quanto il mondo fisico che tocchiamo e con cui interagiamo ogni giorno. Credetemi, sono genitore anche io, comprendo la difficoltà che comporta lo star dietro a una continua innovazione tecnologica, ad app e giochi sempre nuovi da cui i nostri figli sono presi e affascinati. Noi abbiamo la nostra comoda nicchia formata dalla trimurti Facebook, Instagram, Whatsapp e per noi la socialità e la vita digitale si riducono a questo. Ma non è così.
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I nostri figli vivono un mondo diverso e infinitamente più vasto che noi non conosciamo. E se non lo conosciamo, non possiamo neppure comprendere se e quali rischi o insidie possa nascondere, per essergli vicino, sostenerli, accompagnarli.
La conoscenza genera consapevolezza, e senza la conoscenza, che inevitabilmente passa dal parlare con i ragazzi di questi temi, saremo tagliati fuori da una fetta fondamentale delle loro vite.
Quando i nostri genitori ci hanno messo in guardia sui rischi del mondo, Internet non esisteva e loro ci parlavano di qualcosa che conoscevano e avevano vissuto in prima persona.
Oggi non è così. Siamo la prima generazione di genitori chiamata a educare i propri figli a un tipo di socialità, di contesto, a cui non siamo stati preparati perché è qualcosa di nuovo anche per noi. Ed è difficilissimo. Come genitori dei siamo chiamati anche noi a crescere insieme a loro nel digitale.
Però facciamolo uno sforzo, capiamo di cosa parlano, proviamo a “chiedere”, facciamo pure la figura dei vecchi, dei boomer, accettiamo qualche presa in giro. In cambio comprenderemo (una parte di) quel che vivono, comprenderemo le loro esperienze e, a nostra volta grazie all’esperienza maturata negli anni, potremo fornirgli un supporto, quella prudenza che nessuno di noi aveva alla loro età.
Facile sbattere Tik Tok in prima pagina, definire tik tok a priori come pericoloso
Il mostro come sempre è lì, è “cattivo”, è “pericoloso” e, soprattutto, ci deresponsabilizza, ci permette di spostare sempre la colpa all’esterno. Cosa possiamo farci noi genitori se Tik Tok è “cattivo”? Basta non farlo installare, cancellarlo, sequestrare il telefono e tutto si risolve. Beh, non è così.
Le challanges esistevano ben prima di Tik Tok e ce ne sono di divertenti, simpatiche, innocue, ma anche di pericolose.
Chiedere, informarsi, comprendere, capire e dialogare. Non ci sono altre ricette.
Richiede uno sforzo incredibile (anche perché provare a dialogare con un adolescente o preadolescente che ce l’ha con te per principio e a prescindere è un’impresa che neanche le fatiche di Ercole…) ma potrebbe risparmiare a noi e ai ragazzi molti problemi.
Il condizionale è d’obbligo perché nessun genitore è perfetto, nessuno può dirsi totalmente consapevole e capace di tenere i propri figli al sicuro, per quanto sia attento e per quanto provi a essere presente.
Ma è un primo importante passo. E se non si parte dal primo passo non si può camminare insieme
Fiorenzo Pilla
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