iscriviti alla newsletter

Educhiamo i nostri figli a condividere!

bambini_condivisione

Chissà quante vuolte ci siamo trovati nella situazione in cui i nostri figli non volevano laciare il proprio gioco agli amichetti ma una volta convinto si sono divertiti tantisismo giocando e condividendo!

Perché condividere è bello ma non facile. Finchè si è in pochi e la merce è tanta ce la si può cavare ma bisogna avere un motivo per farlo. Quando il premio, il vantaggio è unico, invece, chi ne è proprietario designato con fatica si chiede se, come, quando, con chi e perché…debba condividere!
La parola CONDIVISIONE è talmente chiara, semplice ed evidente nel suo significato ma spesso noi adulti la sostituiamo, chissà perché, quando inviamo messaggi educativi ai nostri figli. Usiamo “dai” , “presta”, “offri” che sono verbi utili a sottolineare il possesso e a imporre la rinuncia, almeno parziale o temporanea a quel possesso. Abbiniamo spesso anche parole come “insieme”, “per un po”, che sottintendono come e non perché occorra “dare”. E cerchiamo di convincere, di spronare la generosità, consolandopoi te lo ridà”, “non te lo rompe vedrai”, “dai per avere in cambio”. Il messaggio è chiaro e lampante per i bambini: chi possiede qualcosa dovrebbe dare agli altri con la cautela di mantenerne il possesso e con il diritto di rifiutarsi o di recedere. Non è questo il modo migliore per stimolare a “con-dividere”.

La condivisione inizia con la percezione che tutti siamo ricettori di qualcosa, che abbiamo ricevuto da qualcuno, che il nostro possesso è una responsabilità, che solo con un altro possiamo davvero godere e sentire di possedere di quel bene posseduto!
Scriveva Seneca all’amico Lucilio: “Di tutto quello che avrò,non sarò né avaro custode né prodigo scialacquatore.Nulla crederò di possedere maggiormente che le cose donate. Darò prima di essere pregato,anzi anticiperò le giuste richieste. Se vivrò così,le ricchezze saranno mie;altrimenti sarò io ad appartenere alle mie ricchezze”.

Il bambino che venga educato al valore di ciò che gli viene affidato (sia esso un regalo, un acquisto, un oggetto utile o superfluo) avrà cura di non perdere, non rompere l’oggetto. Il bambino che venga educato anche al senso di gratitudine per chi gli ha dato qualcosa (genitori, nonni, amici..) avrà anche desiderio di usare bene, direi con cura e affetto del suo possesso. Il bambino che venga anche sensibilizzato alle varie possibilità di utilizzare quel dono “con” qualcuno avrà il giusto concetto di un valore dell’oggetto legato a quanto possa produrre felicità in chi ne usufruisce (e non solo a lui che lo possiede). E’ come se la gioia dell’aver ricevuto, del possedere , evolvessero in una gioia più grande e appagante che è quella del condividere. Un esempio? A tutti i bimbi piacciono le palle. Ma quale gioia più grande che averne una e potervi giocare “con” qualcuno? Chi non viene educato a sperimentare questa gioia si può abituare, forse anche rassegnare, a giocare da sé. Ma non ci sorprenderemo che risponda poi “no” ad un bambino che chieda di giocare con lui : non lo sa fare. Né che risponda “è mia” a chi si avvicini con desiderio di gioco alla “sua” palla: è ovvio senso di possesso esclusivo, anche se il piacere del giocare è inferiore. E non indigniamoci nemmeno se avrà spesso atteggiamenti di pretesa esagerata (“mi compri?” “ voglio!”) perché profondamente insoddisfatto di come usa ciò che possiede sarà sempre alla ricerca di qualche altra cosa da “avere”!
E allora se regaliamo una palla diremo e dimostreremo che è un nostro gesto di affetto gratuito, proporremo che il senso del dono è insegnare a giocarci con qualcuno, gli faremo sperimentare come fare con noi prima di tutto e cercheremo poi di dare enfasi e positività al fatto che il bambino voglia e sappia proporre ad un altro amico la modalità di condivisione del gioco che ha sperimentato con noi genitori. A poco a poco la palla non sarà solo un oggetto qualsiasi nel “paese dei balocchi” in cui i nostri bambini vivono ma avrà un valore, un uso e un risultato di gioia ben evidenti perché condivisibili.
Educando a condividere le cose a poco a poco arriveremo a condividere altro….

Il segreto della felicità è trovare la propria gioia nella gioia dell’altro (Georges Bernanos)

Lucia Todaro
       

Tags: educare,, educazione,, condivisione,, comunicare ai bambini,

 
Vuoi segnalare un evento?
Contatta la redazione scrivendo a

Iscriviti alla newsletter

Vi ricordiamo che Monzaperibambini non cede alcun dato personale a terze parti perchè le tue informazioni ci stanno a cuore!

Privacy e Termini di Utilizzo
Iscriviti qui alla Newsletter per avere gli sconti
Vi ricordiamo che Monzaperibambini non cede alcun dato personale a terze parti perchè le tue informazioni ci stanno a cuore!

Privacy e Termini di Utilizzo