Stai attento!! Attenzione e concentrazione alla base dell’apprendimento

Ciascuno di noi è continuamente sottoposto a una serie di stimoli provenienti dall’ambiente esterno: input che colpiscono i nostri sensi dandoci informazioni di tipo visivo, tattile, acustico, ecc.
Il nostro cervello agisce da “filtro” dinanzi a questa moltitudine di informazioni e ne elabora solo una parte: questa funzione di “filtro” viene svolta dall’attenzione, che determina quali stimoli selezionare e rendere coscienti.
Molte azioni, quali andare in bicicletta o guidare l’auto, richiedono in fase di apprendimento notevole sforzo ed esercizio, successivamente diventano azioni automatiche che non hanno più bisogno di controllo da parte nostra e che riusciamo a svolgere senza impiegare troppa attenzione e piuttosto velocemente.
Altre azioni intenzionali, volte al raggiungimento di un preciso obiettivo, necessitano invece di attenzione e controllo e per mettere in atto un certo comportamento in questo caso abbiamo bisogno di maggior tempo.
A scuola, la lettura, la scrittura e il calcolo, dovrebbero divenire gradualmente processi automatici.
L’attenzione si suddivide in vari livelli che ne identificano il grado. Uno stato fisiologico di allerta si ha in risposta a un segnale esterno di avvertimento; l’attenzione selettiva ci permette invece di “selezionare” l’informazione per noi più utile in quel momento, ci libera dalle interferenze esterne e definisce il nostro campo attentivo. E’ quanto succede, per esempio, dinanzi un problema da risolvere: la nostra attenzione si concentra sui dati e sulle modalità di risoluzione possibili.
L’attenzione sostenuta consiste in uno stato di vigilanza che può durare anche molto tempo, si tratta di rimanere vigili in attesa che qualcosa accada: è il caso, per esempio , dell’insegnante che continuamente osserva quanto succede in classe, cercando di captare e prevenire certe reazioni e comportamenti che possono destabilizzare.
L’attenzione divisa consiste in una distribuzione della nostra capacità attentiva, l’essere in grado di considerare più stimoli contemporaneamente: in questa distribuzione maggiori risorse attentive verranno impiegate laddove si ritiene più opportuno.
L’attenzione e la concentrazione sono alla base dei nostri apprendimenti. Molti processi, prima di divenire automatici, necessitano di un notevole sforzo mentale per essere appresi e di un conseguente esercizio. Compiti più complessi sono possibili laddove certi processi sono diventati automatici: studiare un testo diventa possibile se non “esauriamo” tutta la nostra attenzione per la sua lettura.
La concentrazione è condizionata sia da fattori personali (motivazione, condizioni fisiche, ecc.) sia da fattori ambientali (ambiente rumoroso, aspettative sul compito, ecc.). L’attenzione e la concentrazione orientano il nostro apprendimento e sono collegate alle nostre motivazioni e ai nostri comportamenti, in quanto ne orientano la direzione in base ai bisogni interni e alle esigenze dell’ambiente.
Dott.ssa Stefania Giuliani, pedagogista
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