Vuoi che il tuo bambino sia intelligente? Fallo bere!
Recenti studi hanno evidenziato che il 60% dei bambini nella fascia d’età compresa fra i 4 e i 17 anni di 13 paesi presi in esame, non consuma abbastanza acqua per soddisfare i livelli di idratazione adeguati. La domanda che sovente i genitori si pongono è ma quanta acqua devono bere i bambini?

Per valutare l'adeguatezza dell'assunzione di liquidi nei bambini, sono stati analizzati alcuni parametri dei loro campioni di urina (osmolalità, peso specifico e colore) ed è stato osservato come molti bambini hanno urine altamente concentrate, indice questo di un’assunzione di liquidi insufficiente.
Al di là della quantità di liquidi, è stata anche indagata la qualità di ciò che bevono i bambini. Il risultato non è per nulla confortante: il contributo delle bevande zuccherate e dei succhi di frutta all'assunzione totale di liquidi ha superato quello dell'acqua in 6 paesi su 13.
Ma perché l’acqua è così importante?
Idratarsi correttamente è fondamentale, soprattutto nei mesi caldi dell’anno, per reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione. Il liquido migliore e indiscusso e l’acqua che costituisce i 3/4 del nostro peso e contiene naturalmente proprio quei sali minerali. Inoltre l’acqua è indispensabile per regolare la temperatura del corpo, per eliminare scorie e tossine, per la circolazione del sangue e la costruzione dei tessuti.
Non è tutto però: uno studio recente infatti, condotto su bambini dai 9 agli 11 anni, ha correlato una buona idratazione a migliori prestazioni cognitive: in questo studio è stata indagata con diverse attività, anche di memoria, la flessibilità cognitiva dei bambini, osservandone un netto miglioramento in seguito ad un’idratazione abituale con acqua.
Purtroppo è stato anche messo in luce come a scuola, dove i bambini trascorrono una quantità significativa di tempo e richiedono prestazioni cognitive ottimali, essi bevono solo il 14% della loro assunzione totale di liquidi. Di conseguenza, sarebbe opportuno incoraggiare la promozione dell'assunzione di acqua attraverso interventi educativi, ambientali e comportamentali per supportare un'adeguata idratazione.
Da quando si può iniziare a dare l’acqua ai nostri bambini?
Un neonato che viene allattato, al seno o in formula, non deve bere acqua: il latte ne contiene già abbastanza per soddisfare i suoi bisogni. È per questo che molte mamme notano, durante i mesi estivi, una richiesta maggiore di latte da parte del piccolo.
Dall’inizio dell’alimentazione complementare, e quindi orientativamente dai 6 mesi in poi, ai bambini può essere offerta l’acqua durante il pasto. È raccomandabile offrirla direttamente dal bicchiere, per un corretto sviluppo delle strutture ossee e muscolari della bocca e della faccia, che a loro volta incidono sulla corretta deglutizione e sullo sviluppo del linguaggio.
Non bisogna dimenticare che l’acqua la ritroviamo sulle nostre tavole anche negli alimenti come frutta e verdura, soprattutto quella estiva: mangiare stagionale è importante proprio perché la natura ci viene incontro donandoci cibo che contiene i nutrienti di cui abbiamo maggiormente bisogno in quella stagione. In particolare di acqua sono ricchi: cetrioli, lattuga, ravanelli, cocomero, melone, fagiolini, pomodori, zucchine ecc.
Quanta acqua devono bere i bambini?
Secondo i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) i bambini dovrebbero assumere giornalmente, anche dagli alimenti (frutta, verdura, yogurt, pasta!):
Dai 6 ai 12 mesi 800 ml di acqua
Da 1 a 3 anni 1,2 litri di acqua
Da 4 a 6 anni 1,4 litri di acqua
Da 7 a 10 anni 1,8 litri di acqua
Sicuramente non è così semplice riuscire a stabilire con precisione la quantità esatta di acqua che un bambino assume ogni giorno e di conseguenza capire se è ben idratato o meno.
Ciò di cui si può tener conto, però, è il colore delle urine: se sono scure significa che sono troppo concentrate e quindi è necessaria una maggiore idratazione; se invece il colore è chiaro, la sua idratazione è sufficiente.
Quello che però possiamo fare è, in primo luogo dare l’esempio, e successivamente offrirla spesso durante la giornata, avendo cura di averla sempre a disposizione se si è fuori casa!
Fonti:
Bottin JH, Morin C, Guelinckx I, Perrier ET. Hydration in Children: What Do We Know and Why Does it Matter? Ann Nutr Metab. 2019;74 Suppl 3:11-18. doi: 10.1159/000500340. Epub 2019 Jun 14. PMID: 31203294.
Suh H, Kavouras SA. Water intake and hydration state in children. Eur J Nutr. 2019 Mar;58(2):475-496. doi: 10.1007/s00394-018-1869-9. Epub 2018 Nov 30. PMID: 30506317.
Khan NA, Westfall DR, Jones AR, Sinn MA, Bottin JH, Perrier ET, Hillman CH. A 4-d Water Intake Intervention Increases Hydration and Cognitive Flexibility among Preadolescent Children. J Nutr. 2019 Dec 1;149(12):2255-2264. doi: 10.1093/jn/nxz206. PMID: 31504690.
sinu.it
www.crea.gov.it
Dott.ssa Daniela Di Giorgio
Emial:
www.nutrigiocando.it
{module title="Banner eventi codice"}
Articoli correlati

5 idee di merende autunnali per tutta la famiglia!
L’autunno è finalmente arrivato, con il suo tripudio di colori, che si riflettono anche in tavola. Quello che sicuramente spicca di più è l’arancione di zucca e cachi, ma anche il marrone delle castagne e della frutta secca.

Per te il menù Primavera - Estate scaricabile by Nutrigiocando

Lo zucchero è da evitare per i bambini? Ci risponde la Nutrizionista
La frutta, i biscotti, le caramelle, il succo, lo yogurt! Questi sono solo alcuni esempi di cibi in cui possiamo trovare i tanto amati zuccheri. Fin da bambini siamo naturalmente predisposti ad apprezzare maggiormente i gusti dolci. È proprio una questione chimica: l’ingestione di zucchero provoca il rilascio della dopamina, un neurotrasmettitore che regola il piacere!

La vitamina D e il suo fabbisogno nei bambini
La vitamina D è una vitamina liposolubile veicolata in formulazioni oleose che viene anche prodotta soprattutto dalle cellule della pelle quando sono esposte alla luce solare, in particolare ai raggi solari UVB.

Rinite allergica nei bambini
La rinite allergica è una reazione allergica, a carico del naso e delle cavità nasali, ad una sostanza inalata. La predisposizione è spesso ereditaria, per cui è facile riscontrare allergie simili nei genitori in qualche altro parente diretto.


