La vitamina D e il suo fabbisogno nei bambini
La vitamina D è una vitamina liposolubile veicolata in formulazioni oleose che viene anche prodotta soprattutto dalle cellule della pelle quando sono esposte alla luce solare, in particolare ai raggi solari UVB.
È deputata a ricoprire importanti funzioni all’interno dell’organismo umano tra cui: promuovere l’assorbimento del calcio a livello intestinale; mantenere nella norma le concentrazioni ematiche di calcio e fosforo; rinforzare le ossa attraverso la deposizione del calcio, regolare il metabolismo e avere una funzione protettiva sul sistema cardiovascolare, nelle patologie neurodegenerative e dermatologiche.

Una corretta dose giornaliera di vitamina D nei bambini ha evidenziato effetti positivi sulla crescita ossea, sull' incidenza di malattie autoimmuni, sulle patologie dermatologiche e dell' apparato respiratorio in generale ma anche asma e patologie di natura allergica.
Oltre essere prodotta dall’organismo la vitamina D è introdotta con l’alimentazione in minima parte. Le categorie di alimenti che ne contengono alte dosi sono: pesce azzurro, prodotti latto-caseari, uova e derivati, carni grasse.
Il fabbisogno giornaliero di vitamina D è dalle 400 alle 800 unità internazionali per un adulto ma il valore è variabile a seconda di una carenza moderata o grave. Il fabbisogno di vitamina D dal primo giorno di vita fino a un anno è di 400 unità internazionali al giorno, dai 2 ai 5 anni 1000 unità internazionali e oltre i 5 anni 2000 unità internazionali.
Studi evidenziano come la maggior parte degli adulti e dei bambini sia carente di questa vitamina perché non riesce a integrarla con la dieta e perché non si espone al sole per un periodo sufficiente per produrne da sé. Alle nostre latitudini (ovvero sopra o sotto il 35esimo parallelo terrestre) la vitamina D non riesce ad essere prodotta da Novembre a Marzo e nel periodo estivo ci sono molte variabili che interferiscono nella sua produzione come l’altitudine (in montagna si prende più UVB che al mare), la nuvolosità (se il tempo è nuvoloso gli UVB sono dimezzati), l’inquinamento atmosferico che blocca gli UVB e il momento della giornata (quello migliore sarebbe dalle 10 alle 14); inoltre l'utilizzo di creme solari abbatte la produzione di vitamina D, solo un fattore di protezione SPF 15 blocca gli UVB di oltre il 90% e quindi la soluzione sarebbe quella di stare al sole senza protezione tra le 10 e le 14 per 15 minuti. Inoltre le restrizioni forzate imposte dalla pandemia hanno ulteriormente peggiorato il quadro e questo riguarda tutte le fasce d’età.
Come monitorare i livelli di vitamina D se si è carenti?
I livelli di vitamina D si misurano attraverso il suo dosaggio ematico. I livelli sufficienti di vitamina D vanno dai 20 ai 40 ng/ml ma livelli ottimali di vitamina D che preservano un benessere sia a livello osseo e immunitario vanno dai 40 ng in su.
La carenza di vitamina D non è molto evidente e suoi sintomi non sono facilmente evidenziabili. Per questo è importante monitorarla sempre. In caso di carenza IL MIO CONSIGLIO È SEMPRE QUELLO DI INTEGRARE CON INTEGRATORI SPECIFICI CONTEMPORANEAMENTE AI PASTI DURANTE TUTTO L’ARCO DELL’ANNO.
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