Camminare a piedi scalzi: i benefici per i bambini
In casa, dai nonni , nella stanza di psicomotricità, è bene che il bambino cammini scalzo o con le calze antiscivolo. In questo modo il bambino acquisisce la capacità di recepire la posizione del corpo inserito nello spazio e ha come beneficio più grande lo stimolo della propriocettività.

A livello sottocutaneo, ci sono dei recettori sotto i piedi che ci conferiscono sensibilità grazie ai quali percepiamo lo spazio ed il movimento che stiamo compiendo. Questo favorisce una corretta postura, c’è un maggior controllo del piede, ci fa rispondere meglio alle alterazioni che riscontriamo nella deambulazione. I bambini che camminano scalzi o con le calze antiscivolo strutturano meglio i muscoli dei piedi e l’arcata plantare e di conseguenza si contribuisce allo sviluppo adeguato dell’andatura, della postura e della colonna vertebrale.
Fino a 4 anni , il bambino ha il piede piatto fisiologico, non ha tutti i muscoli del piede formati e l’appoggio del tallone è scorretto
L'evoluzione del cammino nel bambino
1. CAMMINO CON SOSTEGNO: tra il 7° e 9° mese Compaiono movimenti volontari finalizzati; il bambino è in grado di sostenere il peso corporeo, ma non ancora in grado di mantenere l’equilibrio.
2. CAMMINO INDIPENDENTE: tra i 9 e 18 mesi Il bambino inizia a camminare da solo senza un sostegno esterno. In questa fase iniziale, il cammino
autonomo presenta un pattern immaturo, privo di tutte le caratteristiche del cammino plantigrado, tipico dell’adulto. La sua evoluzione verso il pattern maturo avviene lentamente nel corso dei primi anni di vita e si completa solo verso il 7° anno.
Il cammino del bambino:
- Fase iniziale: il bambino ha una larga base di appoggio, le braccia alzate e prive di movimenti alterni. L’appoggio del piede al contatto con il suolo è di pianta, no tallone.
- Verso i due anni : le braccia si abbassano e cominciano ad apparire i movimenti alterni, la base di appoggio si riduce, e compare il primo accenno di flessione dorsale del piede al contatto con il suolo.
- Verso i 7 anni : cammino maturo, il bambino ha acquisito l’abilità di modificare il ritmo, la velocità e di modulare la sequenza del passo in relazione alle caratteristiche del suolo o alla presenza di ostacoli.
Le calze antiscivolo o i piedi nudi del bambino ci permettono di osservare molte caratteristiche del cammino del bambino e in particolare l’appoggio del piede sul pavimento o altri piani di appoggio.
Piede Piatto nel Bambino
Quando si parla di piede piatto nei bambini, si tratta di una condizione assolutamente normale, che fa parte del ciclo di crescita.
Il piede piatto non è considerabile una patologia almeno fino agli 8-10 anni.
La conformazione del piede raggiunge la sua forma definitiva solo intorno ai 10 anni.
Nel piede piatto, gli archi plantari non hanno la giusta curvatura ma risultano schiacciati verso il terreno. Non sempre il piede piatto è una condizione patologica, si considera in questo modo solo quando è fonte di dolore o causa problemi alle altre articolazioni degli arti inferiori
La diagnosi viene fatta valutando l’alterazione morfologica del piede attraverso una radiografia (rx) eseguita in carico , in piedi, che permetta di
constatare la reale posizione delle ossa del piede ed analizzare eventuali alterazioni e per formulare una strategia terapeutica che tenga conto
di tutti i fattori.
Il medico di riferimento è l'ortopedico
Il plantare non ha finalità correttiva, ma è adatto solo ad alleviare i sintomi della condizione patologica.
Ha un’azione di sostegno: finchè lo indosso, la volta del piede viene sostenuta e ne ho beneficio, il tendine tibiale posteriore deve lavorare meno e smette di far male.
A cura di:
Irene Sofia Sanvito,
Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva,
FB: Psicomotricità Irene Sanvito
Mobile: 346.0303147
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