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Costellazioni familiari: questo Halloween ricordiamoci di ricordare insieme a Coco

Categoria: CineCounselling

Le costellazioni familiari sono un magnifico metodo per comprendere le relazioni tra le generazioni, tra chi vive ancora e chi, anche se non c’è più, bussa alla nostra memoria nel giorno di Halloween. Com-prendere: prendere con, includere, integrare. Quando nella storia di una famiglia ci sono strappi emotivi, rotture relazionali, persone dimenticate, come nella splendida fiaba intitolata Coco, c’è un disordine nell’ordine che dovrebbe esserci.

coco mermoria generazioni

C’è un disequilibrio, una disarmonia, una mancanza di chi si dovrebbe invece ricordare nelle generazioni. Il mondo dei vivi e quello dei morti non sono poi così lontani, specialmente a Halloween, il giorno della commemorazione dei defunti, che ci ricorda, appunto, di ricordare.

Ricucire lo strappo nella memoria tramite la musica

Ricordiamoci di ricordare, ci insegna la centenaria Coco.
Proprio lei ce lo ricorda, lei che la memoria non ha più. La musica ha il potere di contattare la sua memoria implicita, ciò che sembra rimosso, ma non lo è. Quando il suo giovane pronipote Miguel le suona la canzone che il padre aveva scritto per lei, Coco riacquista lucidità e racconta la sua storia. Nessuno a parte lei vuole ricordare Hector, un musicista andato via in cerca di fortuna e poi scomparso. Il flebile ricordo del padre che Coco conserva è l’unico filo di luce che lo mantiene “in vita” nell’aldilà, nel regno dei morti. Quando anche lei smetterà di ricordarlo, l’anima del suo papà svanirà per sempre.

Ricordare mantiene in vita

Ciò che viene ostinatamente rimosso dal ricordo pretende a gran voce una riparazione a quest’assenza. In questo caso, la pretesa di ricordare viene dalla musica. Grazie alla musica riaffiora nell’anziana Coco un potente ricordo legato a suo padre. La madre Imelda, però, aveva bandito la musica dalla sua famiglia per tentare di dimenticare quello che suo marito aveva rappresentato per lei: l’abbandono. Hector è stato così espulso, strappato dall’albero delle generazioni. La sua foto non è esposta sull’altare degli antenati nel giorno in cui si dovrebbero ricordare i morti e così non può attraversare il ponte magico di Halloween che congiunge i due mondi. La foto che lo rappresentava è stata infatti strappata a simboleggiare la lacerazione nella famiglia. Eppure non si possono rimuovere gli elementi di una costellazione familiare, ognuno ha il suo peso e il suo ruolo in quest’ordine armonioso.

La sindrome degli antenati: la memoria ereditaria tra le generazioni

Miguel, il pronipote, nel qui e ora, è colui che porta avanti il talento musicale tramandato nelle generazioni anche se ostinatamente bandito. Il bambino sfida il divieto di suonare perché, senza saperlo, porta in sé la memoria del trisnonno e quell’amore per la musica. In Miguel si manifesta la volontà di ricucire la “melodia familiare”. Si fa carico, in un certo senso, di rendere un servizio, non solo a se stesso in nome del suo talento non ascoltato, ma a tutta la sua famiglia in disequilibrio. Questa funzione riportatrice tra le generazioni l’ha agita anche Moana nel film Oceania.

Ricordare ripara la ferita

L’avventura per il regno dei morti di Miguel compirà il miracolo della riparazione nella costellazione della sua famiglia e permetterà di riaprire il varco, quel ponte che mantiene connessi vivi e defunti in un’unica grande narrazione tra le generazioni.
Il ricordo mantiene vivi, ricordare ripara la ferita. La memoria di ciò che eravamo, da dove veniamo, chi c’era prima di noi, restituisce un senso e un equilibrio per se stessi, per crescere, divenire e generare nuova vita.

V’invito a guardare o riguardare questo film illuminante con i vostri figli e chiedere a loro cosa ne pensano.
Buon ricordo a tutti.

 Lorena Adami

Counselling – Analisi Transazionale
@BecomingCounsellor


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