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La terra delle meraviglie è nelle risorse creative, nell’intuizione e nella potenza dell’immaginario

Categoria: CineCounselling

 Attraversiamo insieme il paese delle meraviglie di Alice alla scoperta della potenza delle risorse creative, dell’intuizione e dell’immaginario che risiedono nella parte più profonda di noi. Non c’è bisogno di trovare sul mappamondo una terra delle meraviglie, l’abbiamo già dentro di noi.

aliceForse abbiamo bisogno di imparare, rimparare, a vederla ed esplorarla. Facciamoci aiutare da Alice a discendere in questo luogo fertile di creatività e di meraviglie dell’immaginario, e facciamolo con uno sguardo di rinnovata infanzia.

Farsi sorprendere dalle meraviglie

La facoltà più vivida di un bambino è quella di sapersi meravigliare.
Alice è meravigliata di vedere il Coniglio Bianco con il panciotto e l’orologio, e chi non lo sarebbe? Se solo, noi adulti, potessimo vederlo ancora!
La curiosità conduce la bimba nella tana del Bianconiglio in cui cade e precipita (tipica sensazione onirica). Il cadere dentro suggerisce di nuovo che l’avventura sia interiore e non in un luogo fuori da se stessa. Lasciarsi meravigliare è strettamente connesso al lasciarsi guidare dalla curiosità, dalla voglia di scoprire e di capire, dal mettere in connessione pensieri ed emozioni.

Rileggere il reale con le risorse creative

Alice usa la sua parte più creativa anche per dare un senso a ciò che vive nel quotidiano. Rivive il rito della famosa ora del tè inglese, per esempio. Quando incontra il Cappellaio Matto è lampante di quanta follia lei lo abbia vestito. Da quanto tempo si stava chiedendo perché mai per gli adulti è sempre l’ora del tè? Per una bambina deve apparire un rituale folle. Sfuggire alla noia dell’etichetta e delle regole trovandoci un significato fantasioso è l’espressione delle risorse creative. L’immaginario consente di guardare alla medesima cosa con occhi diversi e ricercare nuove opzioni per vivere. Quando tornerà a casa potrà immaginare di avere davanti il Cappellaio Matto piuttosto che la sua tutrice un po' pedante, ma ne sarà quasi confortata perché sarà sicuramente meno imprevedibile e meno bizzarra di lui. Il Cappellaio non è facile da gestire come invece lo è la noiosa tutrice.

 Le risorse creative e immaginative ci sostengono nelle difficoltà

L’abilità di continuare a meravigliarsi può essere coltivata e nutrita anche da adulti. Le nostre risorse creative e immaginative ci sostengono specialmente nelle difficoltà perché sanno rimandarci soluzioni nuove e possibilità inedite che poco prima non vedevamo.
L’intuizione è una prima grande risorsa che un bambino ha a disposizione per leggere ed esplorare il mondo. Questo sentire piuttosto che pensare può risultare un’informazione utile nella vita quotidiana, nel problem solving, nella presa di decisione. Certamente da adulti abbiamo l’ulteriore capacità di mettere un pensiero sopra all’intuizione, possiamo chiedercene il significato e l’utilità, cosa che una bambina come Alice non può ancora fare.

Tutto dipende da dove vuoi andare

«Gatto, potresti dirmi, per favore, quale strada devo prendere per uscire da qui?».
«Tutto dipende da dove vuoi andare», disse il Gatto.

Lo Stregatto non risponde ad Alice, anzi, la interroga invitandola a chiedersi dove lei voglia andare davvero. Decidi dove vuoi andare e solo dopo troverai la tua strada. Conoscere il luogo dove si vuole andare, o chi si vuole diventare, ancor più importante, è una domanda esistenziale alla quale non ci si può sottrarre a lungo. Mi sento a volte uno Stregatto nel mio lavoro di counsellor.
Ecco allora che a sostenere questa indagine interiore sono di nuovo le risorse creative, perché sanno creare, dare vita, rendere qualcosa reale. Come a dire: indaghiamo le meraviglie interiori, esploriamo le possibilità dell’intuizione e dell’immaginario, facciamolo pure in sogno se vogliamo, ma portiamoci questo insight nel mondo reale.
Questa è infine, a mio parere, la meraviglia.
Se non lo puoi immaginare, non lo puoi nemmeno realizzare.

Un personaggio che non sa cosa sia la meraviglia è la Regina di Cuori, che un cuore non ha, ma ha al contrario una testa enormemente sproporzionata (nella versione cinematografica di Tim Burton, 2010). Cosa rappresenta questa figura? L’orrore in cui ci si può trasformare se si diventa adulti con le sole facoltà mentali e razionali, dove non c’è spazio per emozioni ed empatia, dove c’è solo il perseguimento dell’obiettivo senza esser sintonizzati con il cuore, con le proprie risorse creative. Infatti, la Regina di Cuori non crea, distrugge. È bellicosa, furiosa e sospettosa. La guerra è dentro di lei e la replica fuori.

 Possiamo favorire l’emergere delle risorse creative?

Sì.
È semplice?
No.
Richiede un intento e un allenamento. Possiamo esercitare il silenzio per poter udire il nostro dialogo interno, con tutte le voci, quelle più critiche ma anche quelle più aspirazionali e creative. Di sicuro abbiamo una fonte d’insegnamento davanti ai nostri occhi, i bambini, e possiamo lasciare che ci ricordino come stare in contatto con il nostro mondo immaginario.

Alice nel Paese delle Meraviglie è un elogio alla follia, dove per follia s’intende fuori dall’ordinario, fuori dall’ovvio, s’intende ciò che potrebbe essere, e si traduce con l’ampliamento percettivo e l’allargamento della mappa con cui leggiamo il mondo.

«Qui siamo tutti matti. Anche tu sei matta, altrimenti non saresti qui.»

Alice! In Wonderland il musical è attualmente in scena alla Fabbrica del Vapore di Milano

Lorena Adami
Counselling – Analisi Transazionale
@becomingcounsellor


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