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Difficoltà di apprendimento: Cosa sono e cosa fare?

Il termine DSA è oggi conosciuto dalla maggior parte di noi, si parla ovunque di difficoltà d'apprendimento, di test, di diagnosi e certificazioni.... Ma proviamo a fare un pò di chiarezza in questa moltitudine di informazioni. DSA che cosa sono e cosa fare?

aiuto compiti genitori dsaLa psicologia si è sempre occupata di studiare i processi di apprendimento ma è con la promulgazione della legge170 del 2020 che c'è stata un'improvvisa impennata di interesse per i disturbi d'apprendimento.
Se ci pensiamo i nostri bambini/e e ragazzi/e vivono la maggior parte della loro giornata a scuola, ed è quindi importante che possano vivere tale contesto positivamente, riuscendo a percepirsi competenti e capaci di apprendere, ognuno con le sue specificità.

DSA Cosa sono?

La Consensus Conference dell'istituto Superiore di Sanità (CC-ISS, 2011) definisce i DSA "Disturbi che coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi infatti interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici."
Vengono distinte le seguenti condizioni cliniche:
dislessia: disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo)
disortografia: disturbo nella scrittura (intesa come abilità di codifica fonografica e competenze ortografica)
disgrafia: disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria)
discalculia: disturbo nelle abilità di numero e calcolo (intese come capacità di comprendere ed operare con i numeri).

È importante che genitori e insegnanti siano degli attenti osservatori affinché sia possibile individuare precocemente la presenza di tale difficoltà. Il disturbo specifico è genetico e neurobiologico; è presente una mancanza di automatizzazione dei processi di apprendimento che affatica il bambino. E' importante però sottolineare come una loro individuazione precoce permetta di lavorare nell'ottica di potenziare tali abilità specifiche: ciò non ne permette la sparizione ma si lavora affinché il bambino riesca a migliorare e "sentire meno la fatica".
La Consensus Conference raccomanda di non anticipare la diagnosi a prima della fine della classe seconda della scuola primaria; per l'area logico-matematica si deve attendere la classe terza.
Le strutture sanitarie pubbliche e i soggetti privati accreditati sono autorizzati a rilasciare le certificazioni DSA, ovvero un documento, con valore legale, che attesta il diritto dell'interessato ad avvalersi delle misure previste da precise disposizioni di legge. Si parla di misure compensative, ovvero strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell'abilità deficitaria (per esempio la sintesi vocale, la calcolatrice, tabelle/formulari, mappe concettuali..). Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all'alunno di non svolgere alcune prestazioni che a causa del disturbo risultano particolarmente difficoltose.
L'équipe che può eseguire la valutazione degli apprendimenti deve essere formata da psicologo, logopedista e neuropsichiatra infantile; la certificazione da loro rilasciata viene portata dai genitori agli istituti scolastici i quali dovranno redarre il PDP , ovvero il "piano didattico personalizzato".

DSA Cosa fare?

Dopo questo sintetico riepilogo teorico e di prassi ci chiediamo però la cosa più importante: ma dopo la diagnosi? Cosa si fa?
E' importante sottolineare come la diagnosi sia il primo passo per capire e inquadrare le difficoltà, ma ciò non basta. Il lavoro che segue deve essere legato alla specificità del singolo alunno/a attraverso attività di potenziamento mirato. E' lo psicologo specializzato negli apprendimenti che si occupa di questa parte del lavoro sviluppando nei ragazzi/e delle strategie metacognitive per lo studio che siano per loro utili ed efficaci.
Si lavora sulla pianificazione,sulla gestione del tempo e dello spazio, sulla capacità di sintesi e organizzazione e sullo sviluppo di modalità di studio efficaci e personalizzate (come per esempio mappe, utilizzo di parole chiavi o immagini..). Tutto ciò viene sviluppato con il ragazzo e non per il ragazzo. Questo perché è il ragazzo che deve lavorare attivamente, al fine di acquisire un suo metodo che lo renda indipendente e autonomo. Spesso oggi vengono forniti aiuti "confezionati" ai ragazzi/e, che benché sia un nobile gesto, non li aiuta a camminare da soli. L'apprendimento è qualcosa di personale, ed è importante che l'adulto affianchi il ragazzo/a affinché possa scoprire le proprie capacità e utilizzarle a suo vantaggio. È importante che il ragazzo sviluppi un senso di fiducia, competenza e autostima nei confronti delle proprie competenze così da poter vivere serenamente il contesto scuola raggiungendo il successo scolastico.
"La fiducia in se stessi non assicura il successo, ma la mancanza di fiducia origina sicuramente il fallimento " (A. Bandura, 1997)

Per ulteriori approfondimenti ti invitiamo a partecipare all'incontro online gratuito organizzato da Equipe Orme: Difficoltà di Apprendimento: cosa fare? che si terrà il 20 ottobre ore 20.45

Equipe ORME
Dott.ssa Locati Serena
Psicologa dell'età evolutiva specializzata nei disturbi dell'apprendimento

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
- Consensus Conference (2007) Disturbi evolutivi specifici dell'apprendimento_Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference, Milano 26 gennaio
-Istitutio Superiore di Sanità (ISS) Sistema Nazionali Linee Guida (2011)
- A.A.V.V ( 2014) DSM IV Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione, Milano Raffaello Cortina Editore


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