Skip to main content

Prerequisiti dell'Apprendimento: Consigli pratici

L’ultimo anno della scuola dell’infanzia è caratterizzato da attività di preparazione alla prima elementare: pregrafismo, organizzazione dell’astuccio, tempi di lavoro più lunghi rispetto agli anni precedenti. Le insegnanti preparano i bambini anche a livello emotivo: vanno a visitare la futura scuola, interagiscono con bambini e maestre della primaria, rielaborano il tutto tramite attività dedicate una volta tornati dalla gita esplorativa.

prerequisiti apprendimento consigli pratici

Ma in tutto questo, chi prepara i genitori a questo importante passaggio? Nella mia esperienza spesso vedo più agitazione nei genitori che nei bambini perché temono che il figlio non sia abbastanza preparato, non riesca a resistere tutto quel tempo seduto, non riesca a gestire i compiti assegnati per casa. Tutte queste preoccupazioni sono assolutamente legittime, è un cambiamento molto importante sia per i figli che per i genitori. Perché allora non coinvolgere anche i genitori nell’allenamento alla scuola primaria? Di seguito verrà brevemente spiegato cosa sono i prerequisiti dell’apprendimento, l’importanza di allenarli e come poterlo fare a casa con semplici giochi.

Cosa sono i prerequisiti dell'Apprendimento

I bambini sono soggetti attivi, capaci di apprendere dalla realtà che li circonda in modo spontaneo prima ancora che si formalizzi l’insegnamento con l’ingresso alla scuola primaria (Bateson 1972; Bruner 1996). Nella legge 170/2010 e successive linee guida per l’individuazione dei DSA, viene ribadita più volte l’importanza di identificare precocemente possibili difficoltà, già nella scuola dell’infanzia, con l’obiettivo di individuare strumenti di recupero adeguati e maggiormente efficaci.
Su cosa è possibile lavorare allora? I prerequisiti sono abilità alla base degli apprendimenti, che riguardano competenze trasversali definibili nelle seguenti funzioni esecutive: capacità di pianificazione, organizzazione sequenziale, attenzione, memoria di lavoro, memoria a breve e lungo termine, flessibilità cognitiva, fare ipotesi e verificarle, strategie di problem solving, controllo degli impulsi, automonitoraggio. Queste abilità cognitive possono essere potenziate con attività quotidiane o, in caso di difficoltà specifiche individuate tramite screening, è possibile attivare un percorso specialistico.
Oltre a queste abilità cognitive, giocano un ruolo fondamentale anche le emozioni. Se si riesce a trasmettere senso di competenza ai bambini, anche in chi ha difficoltà, si creerà una buona predisposizione emotiva che aiuterà gli apprendimenti: autostima e autoefficacia (percezione delle proprie competenze) sono fondamentali per il successo personale e scolastico.

Come potenziare i prerequisiti dell'apprendimento: consigli pratici

Di seguito trovate alcuni esempi di semplici attività da svolgere nella vita quotidiana per allenare alcuni prerequisiti.
Pianificazione: condividete con i vostri figli fin da piccoli le vostre strategie di pianificazione e organizzazione della giornata. Basta un calendario con le immagini delle attività che il bambino dovrà svolgere durante la settimana: in questo modo lo aiuterete ad organizzarsi sempre più autonomamente, arrivando così a supportarlo nell’organizzazione dei compiti alla scuola primaria.
Problem solving: siate dei buoni risolutori di problemi! Questo non vuol dire sostituirsi ai bambini nel trovare soluzioni, ma davanti a una difficoltà stimolarli a trovare diverse strategie per affrontarla. Loro imparano per imitazione: se noi adulti quando ci troviamo davanti a un problema condividiamo ad alta voce le possibili strategie di risoluzione, li aiutiamo a sviluppare la metacognizione ( imparare ad imparare)
Sequenze temporali: questo aspetto è molto importante per l’esposizione orale. Raccontiamo storie enfatizzando la sequenza “prima-dopo-infine” e verifichiamo che siano concetti compresi da loro chiedendo “cosa è successo prima, cosa dopo?” . Chiediamo poi a loro di raccontarci storie con l’aiuto di stimoli visivi che rappresentino questi concetti.
Memoria: il classico memory è una buona partenza per molte attività. Un gioco diverso che si può realizzare con le stesse tessere è creare una sequenza di immagini e chiedere di ricordarla. Questo gioco si può fare anche con oggetti trovati in casa, mettendoli in sequenza e chiedendo poi di ripeterli senza guardare.
Attenzione: per allenare la capacità di prestare attenzione per un periodo di tempo sempre più lungo, è utile proporre attività sedentarie come il disegno o la manipolazione di Didò che implicano comunque un minimo di movimento. Si può richiedere al bambino di fare quell’attività per un certo tempo, aumentandolo di volta in volta. Per allenare invece l’attenzione uditiva, si possono leggere storie sempre più lunghe facendo domande di tanto in tanto per monitorare il livello di attenzione e comprensione.
Aspetti emotivi: fate circolare le emozioni. Siate voi i primi a dare un nome a ciò che provate durante la giornata, ad esempio “sono felice perché abbiamo giocato insieme”. Se li vedete arrabbiati, spaventati, soprattutto davanti a compiti e situazioni nuove, è poco efficace dire “non devi essere preoccupato/non c’è motivo d arrabbiarsi” perché così si sentiranno inadeguati e non sapranno come reagire. È più efficace se in un momento successivo di tranquillità li si coinvolge nel “problem solving emotivo” ossia rileggere la situazione e condividere come si poteva affrontare diversamente quell’evento.

È importante lavorare su tutti i prerequisiti, cognitivi ed emotivi, ma attenzione a non farlo diventare un parametro rigido di confronto tra bambini: il nostro compito è mettere dei semi sulla loro strada, poi sta a loro coglierli al momento opportuno e trasformarli in piantine seguendo i propri tempi.

Dott.ssa Chiara Tudech - equipe Orme


Seguici su

Articoli correlati

casa peso positivo a monza

Disturbi alimentari a Monza: il progetto Peso Positivo tra supporto e prevenzione

A Monza esiste uno spazio pensato per affrontare in modo concreto e accessibile il tema dei disturbi alimentari. Si tratta di Peso Positivo, un progetto che unisce informazione, supporto e attività sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere non solo chi vive queste difficoltà ma anche famiglie, scuole e comunità.

Aprile: Screening per le famiglie con la nutrizionista di Argo a Monza

Argo Centro per la Persona, nella sede di Monza, introduce una nuova area di intervento molto attuale per rispondere alle esigenze che si presentano alle famiglie e ai bambini, dove le tematiche legate all'alimentazione sono sempre più centrali,  viene così inserita in equipe la figura professionale del Nutrizionista.

tutor scolastico dsa monza

Tutor post scuola DSA e non solo a Monza con Argo

Argo Centro per la Persona a Monza propone per tutti gli studenti della scuola secondaria di primo grado, anche dove presente Diagnosi di Disturbo dell’Apprendimento, un servizio di Tutor Post Scuola Personalizzato o in piccolo gruppo in sede oppure a domicilio.

Screening Logopedico a Monza

Screening Logopedico a Monza per individuare difficoltà e disturbi del linguaggio

Il Centro Argo è felice di presentare l’iniziativa dedicata al benessere dei bambini, lo Screening Logopedia, ossia un’analisi preliminare delle capacità comunicativo-linguistiche in età evolutiva.

Percorso metodo di studio di 10 incontri con Argo a Monza

Argo Centro per la Persona a Monza presenta un nuovo progetto volto a supportare gli studenti nel trovare una modalità di studiare efficace e personalizzata al loro stile di apprendimento, questo consente ai ragazzi di sperimentare successo e aumentare il senso di autoefficacia che garantisce un percorso più fluido/lineare nella costruzione dell’identità personale.

Difficoltà di apprendimento

Difficoltà di apprendimento: Cosa sono e cosa fare?

Il termine DSA è oggi conosciuto dalla maggior parte di noi, si parla ovunque di difficoltà d'apprendimento, di test, di diagnosi e certificazioni.... Ma proviamo a fare un pò di chiarezza in questa moltitudine di informazioni. DSA che cosa sono e cosa fare?