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Gita al Crus da l’Omm: il bosco incantato sopra Cernobbio

Questa è una passeggiata straconsigliata, soprattutto per i bambini, perchè la zona attraversata è piena di racconti e storie. Racconti che parlano di soldati, contrabbandieri, ladri, politici e gente strana.

Gita al Crus da l'Omm con i bambini

Un posto dove vive in solitudine, quasi in una moderna forma di eremitismo laico, Giò Aramini, che tutte queste storie le conosce bene e, se siete fortunati di incontrarlo, magari le racconta anche a voi, come è successo a noi.
Giò da tanto ama (e tanto ama) questo luogo da avergli regalato il suo tempo e la sua fantasia: un mondo fatto di sculture, pensieri, oggetti, che ora sono diventate parte “naturale” dell’ambiente.

Gita al Crus da l'Omm con i bambini

Informazioni utili per la passeggiata alla Crus da l’Omm sopra Cernobbio

Parcheggio: noi abbiamo parcheggiato a Gentrino sopra Cernobbio , dove però non è facilissimo trovare posto.
Per chi volesse fare una strada più veloce e comoda (30 minuti) è possibile da Sagno, ma a è in Svizzera...

Partenza: cartello indicatore Croce dell’Uomo

Distanza in piano: 5,5 km

Tempo totale: ore 2:00

Difficoltà: Medio essendo sempre in salita, non adatto a bambini piccoli , se non abituati a camminare.

Altitudine minima: 588 m
Altitudine massima: 895 m

La gita alla Croce dell'Uomo sopra Cernobbio vi permette di visitare straordinario angolo dei monti Lariani dagli scorci panoramici sul Lago di Como e sulla Svizzera, un posto che fa da confine tra Italia e lo Stato elvetico. Un luogo i cui sentieri hanno visto passare ladri, contrabbandieri (di sigarette, caffè e tutto quello che poteva mancare in Italia dal dopoguerra in avanti), ricercati e dissidenti in fuga. Un luogo che, se potesse parlare, potrebbe raccontare la Storia. E magari riscriverla.

Gita al Crus da l'Omm vista lago di como

Si tratta della vetta della Croce dell’Uomo (Crus da l’Omm) e dell’imponente bosco di castagni abitato dall’incredibile varietà di personaggi realizzati da Giò (Giosué) Aramini che, per passione, li ha intagliati nel legno trasformandoli in sculture che fanno di questo posto un luogo originale e unico. Assolutamente da visitare.

I soggetti che popolano il bosco, ben tenuto e facilmente percorribile, vanno da sculture dedicate ad animali, a citazioni, proverbi, pensieri, incisi sui tronchi, fantasiose segnalazioni, curiosi cartelli, e rivisitazioni di oggetti della memoria. La sorpresa sarà sempre dietro l’angolo, con grande piacere dei bambini. E per questo meglio non raccontare tutto… per non togliere le sorpresa.

Ed è al termine della passeggiata se sarete fortunati potrete incontrare lo scultore Giò, e vi assicuriamo che, pur vivendo un po’ da eremita con la moglie, è una persona estremamente cordiale e piacevole, sempre pronta a raccontare delle sue passioni e visioni.

Una doverosa segnalazione: vicino al bosco di Giò si trova Rovenna, conosciuto come il paese delle streghe. A Rovenna, frazione di Cernobbio, ogni anno si svolge la manifestazione dal titolo “Castagne, Streghe e Dintorni”. Tutto un programma vero? Per i dettagli tenete sotto controllo il sito della manifestazione 

Curiosità sulla storia del Crus da l’Omm vicino Cernobbio

Una volta tornati a casa, presi da curiosità, abbiamo cercato la storia della Croce dell’Uomo, trovandola sulla bella pagina FB dell’azienda agricola e agrituristica Il Nuovoletto di Cernobbio. Ci permettiamo qui di riproporla esattamente come è stata da loro riportata.

“… dice la vecchia cronaca che l’ultimo giorno del mese di agosto, di un anno non ben precisato, sul finire del secolo XVII, un contadino di Piazza Santo Stefano (ora comune di Cernobbio) scendeva frettoloso dalla montagna, trascinando un fascio di legna, mentre imperversava un furioso temporale sviluppatosi quasi improvvisamente, e che giunto sul cocuzzolo del monte che sovrasta al paese fu colpito dal fulmine che lo lasciò cadavere.
I parenti, dopo penose ricerche, ne trovarono finalmente la salma e a ricordare il luttuoso evento impiantarono in luogo una rustica croce di legno; da allora la gente del paese volendo indicare quella località, soleva dire – là… dove è la croce di quell’uomo, e quindi ne venne il nome di Croce dell’Uomo che quella località conserva tuttora…”
(tratto dagli appunti di Luigi Dotti sindaco di Piazza Santo Stefano, 1924)

 

Dopo che fu messa quella croce la popolazione di Piazza si accorse che per diversi anni il paese fu risparmiato dalla grandine e quel segno fu visto come protezione per le terre sottostanti tanto che la “Croce dell’Uomo” acquisì nel tempo una generale venerazione. Il parroco di allora pensò di sostituire la vecchia croce con una più appariscente e di intitolarla a qualche santo, proponendo Sant’Abbondio patrono della diocesi di Como. Fu così che da allora ogni 31 agosto (festa diocesana del Santo) la popolazione di Piazza saliva in processione al poggio dove c’era la croce. Questo durò ininterrottamente fino al 1869 quando, per l’avanzata età del parroco e per l’impraticabilità della strada, l’usanza fu sospesa.
Durante la Grande Guerra (1915-1918) le autorità militari trovarono strategico il luogo per la difesa del confine italiano e fecero costruire una comoda mulattiera sulla costa del monte ed una piazzetta a pochi metri sotto la Croce dell’Uomo. Si pensò quindi non solo di riprendere la tradizionale processione, ma anche di costruire una cappella votiva che fu inaugurata il 31 agosto 1924 mettendovi una bella statua del santo.
Ancora oggi si rinnova l’usanza di festeggiare Sant’Abbondio celebrando ogni anno a fine agosto una Santa Messa nella cappella a lui dedicata.

In collaborazione con Exploratori della Domenica


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