Ad ammirare il foliage con i bambini al Parco della Burcina

Da qualche anno orami ogni stagione è per me associata ad una bucket list di luoghi da visitare e di esperienze da far vivere ai miei figli! Non sempre tutto va in porto nella maniera desiderata ma direi che ormai siamo sulla buona strada!
Nella lista di ottobre tutto ruota intorno all’autunno con i suoi magici colori e profumi ed ovviamente al “foliage” che, per i non anglofoni, altro non è che il naturale colore delle foglie che in autunno si trasformando e cadono dalle piante assumendo colori meravigliosi: rosso, giallo, viola, arancione.
Così, complice un weekend nel biellese per incontrare una cara amica e la sua famiglia siamo andati alla scoperta del Parco della Burcina. Una vasta area naturale trasformata a parco a metà ‘800 dall’imprenditore laniero Giovanni Piacenza, seguendo l’esempio del giardino paesaggistico del ‘700 inglese. Il progetto è stato poi seguito dal figlio Felice che, nel corso del tempo, l’ha trasformato nel paradiso botanico che oggi conosciamo. L’impronta lasciata da Felice Piacenza è ricordata anche nel nome della riserva.
Come detto il parco riprende la filosofia inglese del Paesaggismo, che tendeva a introdurre specie esotiche per creare angoli e colori inaspettati. Oltre alle specie botaniche autoctone come il castagno, il faggio o l’acero, Felice Piacenza ne ha importate di esotiche. È il caso delle sequoie o i cedri dell’Atlante o del cipresso calvo. Quest’ultimo è facilmente individuabile grazie dalle caratteristiche radici che spuntano dal terreno, come guglie del duomo, per catturare l’aria.

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Il Parco della Burcina è anche famoso per le numerose fioriture che avvengono durante l’anno. A marzo sgorgano copiosi i crocus, le eriche e i narcisi. Tra aprile e maggio ci sono le magnolie, le azalee e i rododendri. Per proseguire lungo tutta l’estate con le rose e le ortensie. Quest’anno con i bambini abbiamo incontrato l’autunno e il suo variegato foliage, ma conto di portarli anche in primavera e godere dei prati e dei profumi sprigionati dalle fioriture.
E come in ogni giardino all’inglese che si rispetti, non può mancare il laghetto, sul quale affacciano grandi cespugli di rododendri e altissime sequoie. Il percorso intorno allo specchio d’acqua ha i dei “cannocchiali prospettici” attentamente studiati per regalare visuali spettacolari, cangianti a seconda delle stagioni.

Il parco è composto da diversi percorsi non impegnativi, adatti a tutti, anche ai passeggini grazie alle salite poco ripide, il cui fondo è ben compattato e battuto. Un luogo adatto alle famiglie, piccolissimi inclusi. Un discorso analogo vale per il pranzo, presso la trattoria La Burcina all’interno del Parco, con i favolosi piatti tipici piemontesi come la polenta concia o i formaggi stagionati, per la prima volta ho avuto il piacere di assaggiare al bagna cauda... uno spettacolo! Pranzare circondati dalle colline ammantate dal foliage è un’esperienza che deve essere vissuta almeno una volta. È pura magia per gli occhi.

Come in molti parchi anche questo è un luogo didattico e divertente per i bambini, si può giocare con gli alberi (alcuni si possono attraversare come tunnel), si possono raccogliere castagne e qui scatta la gara per la più grossa! Siamo partiti sprovvisti di materiale per la raccolta della castagne ma, trovandone così in abbondanza e proprio a bordo strada senza alcuna fatica, abbiamo subito cambiato idea!


I grandi prati, i boschetti e i cespugli sono perfetti per correre a perdifiato, nascondersi e ritrovarsi o esplorare il territorio da bravi scout. E soprattutto andare alla ricerca dei piccoli animaletti che abitano il Parco, come lo scoiattolo o la volpe, o avvistare pettirossi o il picchio rosso. Magari lo abbiamo sentito bussare, ma per vederlo ci vuole occhio. Non resta che tornare!
Se come noi scegliete questa meta per trascorrere un weekend fuori vi consigliamo di mettere in programma di passare anche a trovare i dolcissimi asinelli del "Il Rifugio degli Asinelli ONLUS” di Sala Biellese (Bi)"
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