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monza per i bambini

Informatica, coding e robotica nella scuola per l'infanzia

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Ultimamente si parla moltissimo di “coding”, “informatica” e “robotica”, ma proviamo a fare un po’ di chiarezza.

I nostri figli sono “nativi digitali”, bruttissimo termine più volte rivisto addirittura da Mark Prensky  che l’ha coniato nel 2001: hanno quindi dalla nascita accesso a cellulari, tablet e PC. Cellulari, tablet e PC sono di fatto equivalenti: possiedono connessioni a reti, memorie e processori. Pertanto anche tablet e cellulari sono di fatto dei PC. Sono evidenti i pericoli di esporre un bimbo ad un accesso internet senza controllo o ad un videogioco per ore di fronte a uno schermo senza una vera interazione. Tuttavia i videogiochi educativi possono essere di grande aiuto per la crescita e per l’apprendimento ed in particolare il coding.
Il problema per noi genitori è informarsi e capire di cosa si parla. Sulla pagella dei nostri figli campeggia la materia “tecnologia” e NON “informatica”. In realtà quello che i bimbi apprendono in quelle ore è l’uso di uno strumento (il computer). Credere pertanto che nostro figlio sia un genio dell’informatica perché ha 10 sulla pagella è un grave errore. E qui iniziamo a parlare di coding, informatica e robotica. Approcciarsi al coding inizia ad essere una moda anche in Italia.

Cosa si intende per “coding”? Il termine, naturalmente dall’inglese, indica la “codifica” di un programma, cioè la scrittura in linguaggio informatico (di linguaggi ce ne sono tanti) di un’azione possibile nel mondo digitale. Io scrivo un programma che dirà al mio PC cosa fare (Calcolare? Ricercare? Disegnare? Muovere un oggetto sul monitor?...). Significa di fatto imparare una nuova lingua quella digitale con cui “parlare” al mio PC. Significa inoltre entrare in una logica matematica fatta di problem solving e creatività logica per nulla simile a quella di chi usa semplicemente il PC o un videogioco.
I corsi di coding per bambini naturalmente non implicano nozioni complesse di informatica, ma, se condotti con un attento intento educativo, avvicinano a questa logica ed all’uso non passivo delle tecnologie. Vengono usati programmi semplificati ed editor che invitano i piccoli a pensare ad un progetto per obiettivi, a creare le loro ambientazioni, i loro personaggi, a decidere le azioni e in ultima analisi a diventare loro creatori di un prodotto finale.

Il programma più usato per il coding infantile è Scratch (https://scratch.it.uptodown.com/windows) che permette il download gratuito di una piattaforma e l’accesso ad una comunità online di giovani programmatori (manuali e guide online facilmente reperibili). Per scaricare il programma bisogna avere una email e registrarsi per questo suggeriamo l’affiancamento di un adulto anche a casa. Il programma è facile ed intuitivo. L’importante è saper leggere e scrivere, pertanto riteniamo sia adatto ai bambini dagli 8 anni in su. Permette di creare delle sequenze di input secondo la logica del puzzle a blocchi e di vederne il risultato direttamente in una finestra di anteprima. Da Scratch alla programmazione informatica, tuttavia, il passo è ancora lungo.

Quindi a cosa serve codificare?
Se condotta bene e con intenti educativi concreti, l’attività di coding potrà far comprendere ai bambini che: non esiste solo la fruizione passiva dei programmi sul PC, ma si può creare e inventare un prodotto; ci sono linguaggi diversi; è necessario sbagliare, trovare l’errore e risolvere problemi per inventare e creare; la matematica non serve solo per le quattro operazioni, ma è il linguaggio del PC, del tablet e del cellulare; lavorare in gruppo e condividere può essere fatto in maniera creativa anche in rete e l’accesso alla rete deve essere condotto in maniera corretta e sicura.

Ciò che creo nel digitale infine può avere ricadute importanti sul mondo reale.
Con un kit tipo Mbot che si trova facilmente online, è possibile applicare ciò che si è imparato sul PC in ambiente Arduino (open source, leggi gratis comprando però il robot o le parti necessarie a costruire ciò che si vuole). Costo variabile da 30 a 100 euro per iniziare.
A questo punto sarà chiaro che, per quanto sia bello giocare ai videogiochi, riuscire a muovere un piccolo robot o costruire un braccio meccanico mosso da un programma fatto personalmente è ben altra cosa.

Coding, informatica e robotica hanno come ricaduta educativa anche per l’attivazione della manualità, l’apprendimento degli elementi di meccanica e sicuramente una capacità di vedere oltre gli oggetti inanimati. Una sicura spinta anche per l’autostima dei bimbi più insicuri e un modo diverso di fruire della tecnologia uscendo dalla logica del mero consumismo.

CORSI DI CODING SUL TERRITORIO
CODERDOJO presso Centro Civico Liberthub viale Libertà 144
https://www.facebook.com/coderdojomonza/
https://coderdojomonza.wordpress.com/
corsi gratuiti

CAMPUS ESTIVI IN PARTENZA A TEMA CODING E ROBOTICA
Sparx Summer Camp di H-IS Monza
https://courses.h-farm.com/sparx/qc/gr_1/sede/monza-h-international-school/


Dott.ssa Laura Chiaverri

Tags: scuola infanzia,, coding, robotica, informatica, cordejo

 
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